05 ago 2013

Attenzione: il falso è in agguato


(Scena tratta dal film "Totò, Eva e il pennello proibito", 1959)

Siete proprio sicuri che il vostro amato quadro, acquistato dopo mesi di risparmi, sia davvero un originale? E se fosse un falso? Già vi immagino: faccia bianca, batticuore e vostra moglie che chiede il divorzio perché

vi aveva avvertito di non spendere soldi per quell’opera. Meglio la vacanza. Auguratevi, quindi, di non incappare in questa terribile situazione. Le urla di vostra moglie potrebbero esservi letali.
Questo dubbio, però, angoscia numerosi collezionisti, dopo aver scoperto che, alcune opere da loro acquistate, potrebbero essere dei falsi.

La truffa, organizzata dall’ex direttore del Moderna Museet di Stoccolma, Pontus Hulten (scomparso nel 2006), riguarda la falsificazione e la successiva vendita di ben centodieci “Billo Boxes” di Andy Warhol, per un imbroglio di svariati milioni di euro. Nessuno poteva immaginare che la parola di Hulten, importante guru della critica, potesse celare l’inganno.

E ora, a tremare, è l’intero sistema dell‘arte: musei, case d’aste, collezionisti. Il valore di quelle opere potrebbe equivalere a zero.
Quello del falso nell’arte contemporanea è un problema molto diffuso. Non sarebbe il primo caso, in cui, si tenta di far rivivere un artista anche dopo la sua dipartita.

Si pensi alle famose sculture di Modigliani, realizzate da tre giovani livornesi (nel 1984), con il solo trapano elettrico Black & Decker. Quelle sculture trassero in inganno anche studiosi illustri e noti critici d’arte, come Giulio Carlo Argan ed Enzo Carli. Nel mercato dell’arte contemporanea la cautela è la prima virtù.

Se volete accettare un consiglio, è bene rivolgersi agli archivi delle fondazioni e cercare sempre di avere con sé un documento che attesti l'autenticità dell’opera. Tutto ciò è di fondamentale importanza al fine di potersi tutelare ed evitare di incappare nell’acquisto di opere false. Diffidate da tutti coloro che vi propongono l'“affare”. Non abbiate timore di passare per quelli che non sono capaci di “cogliere l’attimo”. Meglio perdere l’attimo che una cospicua somma di denaro.

E ora? Cosa augurare ai tanti collezionisti sbeffeggiati? Se sposati, confidiamo nella bontà delle mogli. E se anche il certificato di matrimonio fosse un falso?

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